PICOLIT

Il grappolo del Picolit porta pochi acini: la fioritura è irregolare e molti fiori non diventano mai frutto. Questa scarsità, chiamata aborto floreale, è il motivo della sua rarità e della sua concentrazione. Coltivato da secoli sulle colline orientali del Friuli, documentato già nel 1682 ed esportato nel Settecento fino alla corte papale, il Picolit dà un vino bianco dolce, spesso ottenuto da uve lasciate appassire. Dal 2006 ha una DOCG propria, Colli Orientali del Friuli Picolit, che chiede almeno l'85% del vitigno.

Picolit DOCG, Cialla e Collio: come orientarsi

La DOCG copre le colline della provincia di Udine, al confine con la Slovenia. La sottozona Cialla è la più restrittiva: Picolit in purezza e un affinamento più lungo. Il vitigno si trova anche nella DOC Collio, poco più a sud. Nel bicchiere è dorato, con profumi di albicocca, miele d'acacia e fiori di campo, e una dolcezza più fine e meno opulenta di molti passiti. Per confrontarlo con gli altri vini da fine pasto, dal Passito al Sauternes, c'è la selezione dei vini dolci.

Quanto costa un Picolit e con cosa berlo

Il Picolit si vende spesso in mezza bottiglia, da 0,375 o 0,5 litri, e costa tra 26 e 42 euro: la resa bassissima pesa sul prezzo. Si serve fresco, a 10-12 °C, con formaggi erborinati, foie gras e pasticceria secca, oppure da solo come vino da meditazione. Accanto, tra i bianchi del Friuli, ci sono gli altri autoctoni della regione.

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