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SEBINO ROSSO

Il Lago d'Iseo è famoso soprattutto per quello che produce sull'acqua — le bollicine di Franciacorta — ma le sue sponde danno anche vini rossi fermi di carattere, raccolti sotto l'IGT Sebino. Il nome viene dal Lacus Sebinus dei Romani, la denominazione latina del lago. Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc sono i vitigni principali, a cui si aggiungono in molte cantine locali Nebbiolo e Barbera per dare struttura e acidità tipicamente lombarda. È una denominazione di nicchia, con produzioni spesso artigianali e prezzi che non scontano la fama di nessuna denominazione famosa vicina.

Terroir lacustre: come il lago modella i rossi del Sebino

La presenza del lago funge da accumulatore termico: mitiga i picchi di calore estivi e ritarda le gelate autunnali, allungando la finestra di maturazione delle uve. I suoli morenici e calcarei delle colline che circondano il lago drenano bene e concentrano le uve. Il risultato è un profilo che unisce la morbidezza fruttata dei vitigni bordolesi al nerbo acido caratteristico della Lombardia. Chi vuole capire il territorio può allargare l'esplorazione ai vini di Franciacorta, che nascono sugli stessi suoli morenici ma declinati in chiave spumante.

Con cosa abbinare un Sebino Rosso e quando berlo

Funziona bene con selvaggina, brasati, casoncelli burro e salvia, polenta e funghi, formaggi lombardi stagionati come il Bagoss. Le versioni a base bordolese con affinamento in legno si avvicinano dopo 3–5 anni; quelle più immediate da Merlot e Barbera si bevono già nel secondo anno. È un rosso da tavola lombarda nel senso più concreto: solido, gastronomico, senza fronzoli.

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